AFFITTO DI CASE VACANZE CON PISCINA PER LE TUE VACANZE IN TOSCANA
Vacanze in Italia, vacanze in Toscana, case vacanze AGRITURISMO CHIANTI

Valdambra

Brevi lineamenti geografici

La Valdambra, situata in quella vasta zona di colline verdi, dove gli estremi Colli del Chianti vanno a lambire la Valle Superiore dell’Arno, è attraversata dall’Ambra, che termina il suo corso affluendo nell’Arno e da cui deriva il nome.
Pietro Leopoldo, granduca di Toscana, definì la Valdambra una "valle stretta ma piena di casa e tutta coltivata assai bene". L‘edilizia rurale, legata da sempre alle terre poderali che nelle colline sono frequentemente ritagliate nel bosco, è stata e continua ad essere parte integrante del paesaggio della Valdambra. L‘agricoltura e l‘opera di colonizzazione del suolo si sono sviluppati fin dall‘antichità privilegiando la fertile pianura ai margini dei fiumi Ambra e Scerfio, ma anche in collina modesti appezzamenti di terreno sono stati dissodati per essere coltivati a vigneto e a oliveto.
La Valdambra che è al confine naturale con i monti del Chianti Meridionale, si trova al centro del triangolo Firenze, Arezzo, Siena. Essa è una "microregione" a sè stante dal punto di vista storico, geografico e culturale. Ricca di boschi, selve di castagneti, pascoli e poggi coltivati a ulivi e viti, la Valdambra è costituita da piccoli borghi con tracce visibili di cinte murarie, rocche, piccoli castelli collocati a scacchiera sui dossi che rappresentano la caratteristica del suo paesaggio e da fattorie e poderi che conservano intatto il sapore rurale della campagna toscana.
Carta stradale della Valdambra
Carta stradale della Valdambra

I centri principali

La maggior parte del territorio della Valdambra è costituito dal Comune di Bucine e dalle sue frazioni (Levane, Pogi, Capannole, Badia Agnano, San Pancrazio, Ambra, Pietraviva, Badia a Ruoti, Sogna, Rapale, Cennina, Montebenichi, Mercatale valdarno, Galatrona, San Leolino). Anche il Comune di Civitella in Val di Chiana, pur trovandosi il suo capoluogo sul versante collinare che volge sull’omonima valle, mantiene parte del suo territorio nella Valdambra. Anche i Comuni di Montevarchi con Levane e di Pergine Valdarno con Pieve a Presciano si affacciano in parte su questa valle.

I collegamenti - Viabilità

La Valdambra è stata fin dall’antichità un interessante e spesso conteso territorio per le comunicazioni fra vallate diverse. Tutt’oggi rappresenta un’area coperta da un ampio numero di strade agevolmente percorribili.
La Valdambra è attraversata interamente sul fondovalle dalla strada di facile comunicazione n.540, che la collega da una parte con la n°69 del Valdarno Superiore (Firenze Arezzo) e dall’altra con la superstrada Perugia-Siena
Dalla n°69 si dirama nei pressi di Pergine Valdarno la strada che sale fino a Civitella in Val di Chiana e che pertanto rappresenta un collegamento diretto con questa valle.
Dal fondovalle nei pressi di Capannole sale fino a S.Pancrazio la strada che scende poi anch’essa verso la Valdichiana (Monte S. Savino).
Da Ambra, invece, una strada collega la Valdambra a Palazzuolo, dove confluisce nell’Arezzo - Siena (via Monte S.Savino).
Sul versante opposto, verso le Colline del Chianti, si trovano la strada che da Bucine sale verso Mercatale Valdarno e quella che da Ambra sale a Cennina.

Brevi itinerari turistici

In Valdambra sono possibili interessanti itinerari turistici, agevolmente percorribili per strade e sentieri a piedi, in mountain-bike o a cavallo. Se ne suggeriscono alcuni:
1 – S. Pancrazio - La Villa - Badia Agnano - Capannole (Km.6,5 circa)
2 – Cennina - Duddova – S.Martino d’Ambra - Podere Poggialto - Podere Monte di Rota - Cennina (Km.13 circa): questo itinerario, essendo circolare, consente di raggiungere Cennina in auto, ripresa poi per il ritorno.
3 - Mercatale - Galatrona - S.Leolino - Cennina (circa Km.8,5)
4 - Cennina - Solata - Montebenichi (Km.10 circa)
5 - Bucine - Pogi - Castiglione Alberti - Capannole (circa Km.8)
6 - Sogna - Badia a Ruoti - Podere Molino del Santo - Podere Calcinaia – Poggio all’Olmo - Podere Oppiarono - Sogna (Km.15 circa): anche questo è un itinerario circolare.
7 - Rapale - Sogna - Badia a Ruoti - Ambra (Km.9 circa)

Cenni storici

Antiche importanti civiltà hanno popolato la zona come Etruschi e Romani: basti vedere i numerosi resti di antiche vie, ponti, utensili, ecc. Ma la Valdambra fu anche una frequentata via di transito: nel periodo romano infatti fu attraversata dalla Cassia Adrianea, una strada obbligata di comunicazione tracciata dai Romani in età imperiale come alternativa alla più antica Cassia Vetus, che correva lungo l’attuale via dei Setteponti. La Via Cassia Adrianea permetteva il transito tra Firenze ed Arezzo e Siena e Chiusi con la Valdichiana. Nel periodo medievale la Valdambra divenne teatro di ampie contese, costituendo un territorio di confine tra Firenze, Arezzo e Siena. Per questo motivo nella valle furono edificati un gran numero di castelli e insediamenti fortificati: a Bucine, a Galatrona, a Caposelvi, a Torre S.Reparata, a Pogi e a Rendola, posti fin dal XIII secolo sotto il dominio dai casentinesi Conti Guidi di Modigliana, che nel 1255, per far fronte all’amministrazione del territorio, eressero la Valdambra in Viscontado con sede a Bucine o a Pogi con il vicario podestà Orlando degli Albergotti e sotto la protezione del Comune di Arezzo. Ampia giurisdizione sul territorio era svolta anche dalle abbazie ( Abbazia di S.Maria di Agnano e Abbazia di S.Maria a Ruoti), cui si aggiungevano, come entità religiose, le pievi di S.Pietro a Petrolo e S.Quirico a Capannole e di S.Maria a Montebenichi.
Anche la famiglia degli Ubertini di Chitignano ebbe ampi possessi nell’alta Valdambra (Ambra, Badia a Ruoti, Sogna e Pietraviva), cui si aggiunse in seguito, con Pier Saccone di Pietramala, la famiglia dei Tarlati, che nel 1325, in contesa con i Guidi, si impadronì del castello di Bucine.
Inoltre, sempre in epoca medioevale, la Valdambra fu teatro delle lotte fra le città guelfe e le ghibelline. Ne approfittò la guelfa Firenze per dare inizio alle sue mire espansionistiche sulla zona: nel 1230 conquistò e distrusse il castello di Caposelvi. La Repubblica Fiorentina proseguì nel secolo seguente con la conquista dei territori di Bucine, Cennina, Galatrona, Torre, S.Reparata e Rendola, che furono costituiti con il trattato di Sarzana del 1353 in Podesteria della Valdambra Fiorentina sotto il Vicariato di S.Giovanni Valdarno. Nei secoli seguenti Firenze si insediò progressivamente anche nell’Alta Valdambra a seguito di aspre battaglie contro Siena ed Arezzo con scorrerie e saccheggi. Ne risentì tutta la vallata ed i suoi castelli rimasero in gran parte distrutti. Tale impoverimento del territorio rimase per lungo tempo anche in seguito a causa dell’interesse che venne a mancare per la Valdambra, preservata da invasioni e distruzioni, ma priva ormai di importanza quale nodo strategico e di transito, sotto il governo dei Medici, i quali avevano ormai espanso il loro dominio su gran parte della Toscana ai danni soprattutto di Siena.
Nel 1646 il granduca Ferdinando eresse la Valdambra in Marchesato di Bucine e la cedette a Giulio Vitelli. Nel 1774 il granduca Pietro Leopoldo fece confluire il territorio nella Comunità di Bucine e così rimase aggregato fino al passaggio sotto l’amministrazione dell’odierno Comune.

Il quadro economico: l’agricoltura, la silvicoltura, l’allevamento del bestiame

Fin dai tempi passati l‘attività economica della Valdambra era incentrata essenzialmente sull‘agricoltura: cereali, viti e olivi erano le colture tradizionali sin dal Medioevo, alle quali si aggiunse poi quella del gelso; la bachicoltura aumentava di fatto l‘attività di alcune filande. Un'altra importante risorsa era costituita dall‘allevamento del bestiame, particolarmente suino e bovino. Dalla natura del terreno traeva origine l‘unica industria della zona che consisteva nella produzione di terraglie; oggi l‘economia della valle è ancora in parte agricola (cereali, vino, olio, barbabietola da zucchero, tabacco, foraggi ed erica) e silvicola (legname, ghiande e castagne); le zone montuose e collinari, ricche di boschi e di pascoli naturali, permettono l‘allevamento di numeroso bestiame.

Le attività industriali

Gli impianti industriali e le diverse aziende artigianali che operano nel settore delle calzature, delle confezioni e soprattutto in quello del vetro e nella produzione e lavorazione del tabacco hanno contenuto l‘esodo rurale.

La cura dell’ambiente

L‘ambiente qui considerato è lo spazio naturale che circonda gli esseri viventi e nel quale si svolge e sviluppa la vita vegetale e animale, comprensivo delle strutture artificiali che caratterizzano i luoghi destinati all‘insediamento umano. L’odierna tutela dell‘ambiente prosegue l‘antica linea medicea: tutela dello spazio e delle strutture con particolare riferimento ai monti, alle pianure coltivate, alle foreste, ai laghi, ai fiumi e ai canali, alle cave e alle miniere, alla regolamentazione della caccia, della pesca e dell‘uccellagione, all‘igiene e all‘incolumità pubblica, e quindi all‘ecologia e alle opere edilizie urbanistiche e dell‘ingegneria, il tutto in funzione del regno dell‘uomo.

Capacità di ricezione turistica

Sotto l’aspetto turistico in Valdambra è possibile trovare un clima di ospitalità familiare, ma professionale, in un territorio abitato da una comunità residente che garantisce attivamente la conservazione dell‘ambiente rurale nel rispetto della tradizione toscana.

Case vacanze
“CHIANTI”
Guida turistica d‘Italia