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Pogi

Brevi lineamenti

Ponte a schiena d‘asino
Ponte a schiena d‘asino
Costituiscono l’abitato di Pogi soltanto la chiesa parrocchiale e poche case in pietra in parte costruite sulla cinta muraria e raccolte intorno a due piccole piazze.

Il ponte a schiena d’asino

Entrando in Pogi dalla via Senese, si incontra il bellissimo ponte a schiena d‘asino, che scavalca l‘Ambra, con la sua struttura in pietra e mattoni a cinque archi, di epoca medievale, costruita forse sui basamenti di un preesistente ponte romano percorso dalla via consolare Cassia Adrianea.

Il castello

Il castello di Pogi, di cui rimangono soltanto pochi ruderi, fu un dominio dei Conti Guidi e fece parte del Viscontado della Valdambra.. Oggi nulla rimane della rocca se non alcuni ruderi, tra i quali quelli di un torrione abbattuto.

La Chiesa parrocchiale

La chiesa di Pogi
La chiesa di Pogi
La chiesa di Pogi, intitolata a S.Donato, ha subito nel tempo modifiche e rifacimenti. Attualmente si presenta ad una sola navata con un altare centrale e due laterali. Sull’altare maggiore si può osservare un dipinto di pregevole fattura, raffigurante la Madonna col Bambino. Alla destra della Vergine è riconoscibile S. Donato vescovo di Arezzo, alla sinistra Santa Lucia. Ai lati di questo dipinto, incassate nel muro, all’interno di due cornici in pietra, si notano due piccole tele di buon livello artistico raffiguranti l’Annunciazione, quella di destra l’arcangelo Gabriele, quella di sinistra la Madonna.

Cenni storici

Dopo i Conti Guidi (ai quali è stata intitolata la strada perimetrale dell’antica terra murata) ebbe giurisdizione su Pogi Pier Saccone Tarlati di Pietramala, fratello di Guido vescovo e signore di Arezzo. Tornato di pertinenza dei Guidi nel 1322, nel 1337 Pogi, come le altre terre del viscontado di Valdambra, si pose sotto la protezione della Repubblica fiorentina.
L‘antica strada selciata sfiora la Fonte dell‘Imbuta, Casa al Papa e si dirige rettilinea verso La Madonna, come viene chiamato in loco l‘oratorio dedicato alla Vergine della SS. Consolazione. Un piccolo sentiero si dirige verso Poggio dei Franchi, mentre la chioma di un gigantesco pino domestico e quella di un cipresso indicano la direzione per la Fattoria Jesolana, per la poderale Casa Stracca, per il nucleo abitato di Montozzi. A destra, dove la strada scavalca un piccolo torrente, inoltrandosi per il bosco, si raggiunge l‘antico nucleo di Casa Zanio, mentre, sul lato opposto, la strada conduce a Castiglione Alberti, un piccolo castello che ancora oggi si lascia " leggere" nella sua struttura raccolta. Tornando indietro e deviando sulla strada che scende verso Capannole, si incontra ai margini di un'oliveta Il Paretaio, antica postazione di caccia, delimitata da lecci e cipressi.
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