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Pietraviva

Brevi lineamenti

Panorama di Pietraviva
Panorama di Pietraviva
L‘attuale piccolo borgo si sviluppa di fronte al poggio di Santa Lucia, dove ancora oggi si possono osservare i ruderi del primissimo insediamento.
Attualmente sono visibili numerosi resti delle antiche mura e della porta di accesso al castello.

La chiesa di S.Lucia

La chiesa di Santa Lucia è di origine medievale ma è stata completamente ristrutturata nel 1580 ed altri restauri sono avvenuti più tardi. Nel 1910 venne costruito il campanile al posto di quello più antico.

Cenni storici

Il nome del primo insediamento era "Santa Lucia di Rabbia Canina", presumibilmente per la presenza di qualcuno in grado di guarire l‘idrofobia o "rabbia canina". Sembra che alla fine del XIII secolo questo primo insediamento venisse distrutto, per cui agli inizi del secolo seguente ebbe inizio la costruzione del borgo nell‘attuale posizione, più facilmente difendibile e vicino ad un corso d‘acqua. La famiglia degli Ubertini da Chitignano, che già aveva il controllo di Santa Lucia di Rabbia Canina, finanziò la costruzione e aggiunse questa alle altre proprietà nell‘alta Val d‘Ambra. Nel 1353 Firenze occupò tutti i territori valdambrini di proprietà delle famiglie Guidi e Tarlati, lasciando però liberi quelli degli Ubertini, compreso Pietraviva. Il borgo si trovò così al centro delle scorribande dei feudatari senesi e fiorentini fino al 26 giugno 1385, quando gli Ubertini, non riuscendo più a garantire sicurezza ai propri territori, decisero di vendere Pietraviva e l‘Alta Val d‘Ambra a Firenze per la cifra di 3162 Fiorini. Nel 1390 fu distrutta da Giovanni Galeazzo Visconti, in guerra con Firenze e, per circa 40 anni, l‘intero territorio fu conteso fra il Duca di Milano, alleato anche con Siena, e Firenze. Alla fine uscirono vincitori i fiorentini, che si trovarono a dominare su quasi tutti i castelli della Val d‘Ambra. Altre devastazioni però attendevano il borgo di Pietraviva, prima, nel 1479, ad opera dell‘esercito papale e poi, nel 1527, per mano dei Lanzichenecchi del Duca Carlo di Borbone. Il 17 marzo 1557 Pietraviva e la Val d‘Ambra furono cedute dal Re Filippo II di Spagna, figlio di Carlo V, a Cosimo dei Medici e, da quel momento, seguì un lungo periodo di pace. La vallata rimase sotto l‘amministrazione della famiglia dei Medici fino al 1737 quando passò a quella dei Lorena, fino al marzo 1860, anno in cui il Granducato di Toscana entrò a far parte del neonato Regno d‘Italia.
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