Ambra
Brevi lineamenti
Antico castello situato in un’altura sulla riva sinistra del fiume Ambra dal quale ha preso il nome. Nel corso dei secoli, ai piedi del nucleo fortificato, nell’esiguo spazio di fondovalle, si è sviluppato un borgo tutt’ora in espansione. L’antico nucleo fortificato probabilmente era compreso fra via del Castello e via Galilei, inglobando piazza Filzi e tutti i vicoletti ivi confluenti. Da piazza Filzi, uno di questi piccoli vicoli, denominato “gli sportici”, conduce a quella che pare un’antica porta d’accesso al castello. Della più antica chiesa di Ambra non restano tracce, essendo stata inglobata nell’edificio posto difronte all’attuale canonica. Sul retro di questo edificio, in via del Castello, esisteva il vecchio cimitero, oggi trasformato in orto cinto da mura.
La chiesa parrocchiale
In piazza Filzi c’è la chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta risalente al 1300. L’interno, ad una sola navata con piccole cappelle laterali, ha subito nel tempo varie modifiche che ne hanno alterata la forma primitiva. La parete retrostante l’altare maggiore faceva parte delle antiche mura. C’è quindi da pensare che la chiesa, in origine, fosse più corta dovendo lasciare libere le difese del castello. Nel restauro del 1969 fu tolta la volta a botte e sostituita con un soffitto a capriate, nell’intento di restituire alla chiesa parte del suo aspetto originario. Nella cappella laterale destra si trova una tela di m.2x2,50, raffigurante la Natività di Maria, opera di Giovanni Mannozzi, detto Giovanni da San Giovanni, pittore valdarnese di grande valore, attivo nella prima metà del Seicento. Il campanile attuale fu eretto nel 1914, in sostituzione di quello originario a vela.
La chiesa della Compagnia
Poco lontano dalla chiesa parrocchiale, in via Duddova, c’è la chiesa della Compagnia, intitolata alla Madonna del Conforto. L’interno, a croce latina ad unica navata, presenta un altare di fattura settecentesca, sormontato da un tabernacolo a intarsi, artisticamente lavorato, entro al quale è collocato un busto della Madonna del Conforto in terracotta invetriata. L’altare è frutto di lavori eseguiti successivamente all’epoca di fondazione della chiesa che pare essere il 1500. Di quel tempo sono rimasti solo gli archi che separano la navata dalle cappelle laterali. Dietro l’altare si trova una tela di m 2x3, opera di ignoto, ma ritenuta di scuola veneta, rappresentante l’invenzione della croce, recentemente restaurata.
Uomini illustri
La credenza popolare colloca in Ambra o nelle sue immediate vicinanze, l’antica abitazione della famiglia Cellini. Secondo il grande Benvenuto: “Si stavano in nella Val d’Ambra li mia antichi e quivi avevano molta quantità di possessioni; e come signorotti là ritiratisi, per le parte, vivevano: erano tutti uomini dediti all’arme e bravissimi. In quel tempo un lor figliuolo, il minore, che si chiamò Cristofano, fece una gran quistione con certi lor vicini ed amici: e perché l’una e l’altra parte dei capi di casa vi avevano messo le mani, e veduto costoro essere il fuoco acceso di tanta importanza, che e’ portava pericolo che le due famiglie si disfacessino affatto; considerato questo quelli più vecchi, d’accordo li mia, levorno via Cristofano; e così l’altra parte levò via l’altro giovane, origine della quistione. Quelli mandorno Cristofano a Fiorenza, e quivi gli comperorno una casetta in via Chiara...”(Vita di Benvenuto Cellini scritta da lui medesimo, a cura di F. Tassi, Firenze, 1831). Questo Cristofano fu il bisnonno di Benvenuto Cellini.
Cenni storici
Al principio del XIII secolo Ambra, assieme ad altri castelli della valle, era sotto il dominio degli Ubertini di Chitignano. Fu viscontado della Chiesa Aretina e alla metà del XIV secolo, a seguito degli scontri tra Arezzo e Firenze, la sua rocca venne abbattuta. Nel 1365 gli Ubertini posero Ambra sotto la protezione di Firenze. Nel 1386 quella stessa città acquistò, per la somma di 3162 fiorini, i diritti degli Ubertini sui loro possedimenti nella valle. Così Ambra entrò a far parte del contado fiorentino, diventando il capoluogo di tutte le terre di recente acquisizione, raggruppate sotto la denominazione di “Valdambra Nuova”. Da allora il paese ha seguito le sorti di Firenze e in seguito alla riforma leopoldina (1772-74) fa parte del comune di Bucine.
Il quadro economico
Alle tradizionali attività degli abitanti del territorio di Ambra connesse con il bosco e con l’agricoltura, si sono aggiunte, a partire dalla fine dell’Ottocento, attività manifatturiere quali la lavorazione della seta (oggi non più praticata), la lavorazione dell’erica per farne ramazze e la coltivazione e lavorazione del tabacco. Sui tetti dell‘abitato di Ambra è tuttora ben visibile la residua ciminiera della filanda ( poi trasformata in tabaccaia) che, nei primi anni del Novecento, garantiva lavoro alla popolazione locale. Nel centro storico, a ridosso del castello, il toponimo "Le carbonaie" sta a indicare il luogo nel quale, un tempo, si produceva il carbone.
L’associazionismo
Ad Ambra l’associazionismo ha sempre avuto una particolare importanza. Infatti, nel 1893 fu fondata una Società Filarmonica attiva ancora oggi; nel 1897 fu costituito un circolo socialista; nel 1901 venne fondata una Società Operaia del Mutuo Soccorso e Previdenza, con 93 soci fondatori; nel 1909 si costituì la Lega delle Setaiole e, in epoca imprecisata un Gruppo Operaio Oggi, in campo socio-assistenziale, merita una particolare menzione la "Misericordia", associazione di pronto intervento con ambulanza, basata sul volontariato.
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